Le strade dell’anima, la madrepatria del cuore: indicazioni per il viaggio mistico

Ciò che sempre vede e mai è veduto, tutto ascolta e da nessuno è udito, ciò che ognuno è nel profondo, invisibile al mondo, cuore da cui si origina la possibilità del movimento. L’anima è il motore dell’universo, spiraglio da cui nasce ogni visione, emozione, concezione: spettatrice del Tutto, non è mai colta da nessuno sguardo. Vive nel rovescio dei nostri sensi, ombra che annusa il sole, buio che incuba uova di luce. Cresceranno nuove stelle nel mirabile scenario, saremo un bagliore che altri scorgeranno prima di morire. Ciò che resta è un riflesso che si propaga all’infinito, saetta d’inchiostro tra le pagine, lume inestinto d’antica amicizia, amore trascritto in cui altri occhi si riconosceranno.

Viviamo sullo stesso pianeta, eppure sembra che uno spessore d’anni luce divida i nostri destini. Direzioni diverse ci strappano dalle regioni dell’amore. Ciascuno sia perfetto, non si curi dei guasti del caso e dei difetti del cosmo, innalzi la sua energia come una fiamma pura, trasformi ogni gesto in una preghiera celeste, ogni parola in un canto di dolcezza, ogni azione in un’epica eresia. Allora si potrà ancora sperare che i pianeti volino al loro posto, gli astri più lontani si tocchino di nuovo, i continenti si riuniscano nell’abbraccio ermafrodito delle origini, nell’estatica terra materna chiamata un tempo Pangea.

Emanuele Palli